Diocesi di Concordia - Pordenonelogo
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Parrocchia TEGLIO VENETO-San Giorgio Martire

Indirizzo: Via Cintello, 1 - 30025 TEGLIO VENETO (VE)
Note:
La pieve è annoverata dal Degani tra quelle che ebbero vita nei primissimi tempi della Chiesa concordiese, cioè nei secoli IV-V. Poichè però il culto verso S. Giorgio si sviluppò in Italia, e particolarmente in Friuli, nei secoli X e XI, è presumibile che in origine o non avesse un vero e proprio titolo o che questo fosse di S. Giacomo, divenuto in seguito contitolare della pieve. Il Biasutti afferma che «si avverte sovente (in Friuli) la caratteristica che le chiese di questo titolo sono poste in luoghi elevati presso acque e paludi per la leggenda del cavaliere che salva dal drago emergente dal mare S. Margherita (o Marina)»: nel caso di Teglio si verificò un'eccezione, perchè la villa non aveva corsi d'acqua, nè era circondata da paludi; ottenne solo nel 1434 (13 giugno) dal vescovo Daniele Scotto di poter far passare per essa l'acqua del Lugugnana, con l'obbligo di tenerne mondo l'alveo da Teglio a Fossalta, affinchè i paesi sottostanti non ne avessero danno. II vescovo Battista Legname il 10 giugno 1454 concesse agli abitanti di questa villa di poter condurre al pascolo i loro animali in certi terreni di proprietà della mensa, a condizione che dessero «due opere nei pioveghi» di ogni anno, cioè destinassero due uomini per la manutenzione dei fossi e delle strade. Civilmente, oltre che ecclesiasticamente, la villa era soggetta alla sede vescovile; tale signoria fu non di rado contrastata dai conti di Fratta e dai nobili portogruaresi Squarra, che in nome di certi privilegi ottenuti in via provvisoria dai vescovi, si erano aggiudicati prepotentemente una padronanza che loro assolutamente non spettava; va ricordato che Fratta era allora porzione della parrocchia di Teglio e che gli Squarra avevano in Teglio una magnifica dimora, che tuttora sussiste. La pieve -di Teglio (ricordata nella Bolla di Urbano III) comprese per un certo tempo anche la ex parrocchia di Portovecchio, probabilmente dopo che questa fu peggio che devastata nel 1226 da Ezzelino da Romano. Nel 1191 la pieve veniva unita alla mensa capitolare, al solito scopo - mai raggiunto, nonostante le ripetute donazioni - che i canonici, i quali allora «erano ventidue frati», conducessero vita in comune, nè si capisce perchè, venuto meno lo scopo, non si sia reso libero il beneficio. Al capitolo stesso spettava il diritto di eleggere il pievano, o meglio il suo vicario (in diocesi di Udine tutte le parrocchie soggette al Capitolo erano dette vicarie), mentre era concesso ai capifamiglia un voto «di compiacenza», voto che essi conservano anche oggi benchè sia venuta meno la soggezione al Capitolo. Il visitatore apostolico De Nores, il 13 novembre 1584, approvava la convenzione in tal senso stipulata «sopra le mura del cimitero» tra i canonici delegati dal Capitolo di Concordia, il podestà «ed uomini di Teglio in grandissimo numero» il giorno 8 ottobre 1537. La chiesa vecchia era ad una sola navata, con tre altari: il maggiore dedicato a S. Giorgio e a S. Giacomo apostolo e i due altari laterali, rispettivamente alla Madonna del Rosario (il che fa supporre che la chiesa non fosse antichissima e certo non la primitiva) e a S. Michele arcangelo; il pavimento era un metro al di sotto del livello del cimitero circostante; aveva unito un tozzo campanile cui si accedeva dalla chiesa stessa. L'una e l'altro furono demoliti verso la fine del secolo XIX e si diede inizio alla costruzione della chiesa attuale, assai più vasta, sorta a trecento metri dalla precedente, su terreno donato dai veneziani conti Mocenigo, latifondisti in tutto il portogruarese. Benedetta la prima pietra il 18 agosto 1884 dal vescovo Domenico Pio Rossi, la chiesa fu aperta al pubblico il 20 novembre 1888 da don Osvaldo Moretti, arciprete di S. Giorgio al Tagliamento e vicario foraneo di Fossalta; fu consacrata poi il 18 maggio 1896 da Pietro Zamburlini, arcivescovo eletto di Udine e amministratore apostolico di Concordia. E' stata decorata con buon gusto dal pittore Vittorio Filippi nel 1953. A lato della parrocchiale sorge l'antichissima chiesetta di S. Antonio abate, presso la quale era un tempo istituita una confraternita: qui si riunivano non solo i confratelli, ma tutti i capifamiglia di Teglio, Suzzolins e Fratta, chiamati dal suono della campana, per le vicinie in cui si discutevano i problemi civili e religiosi della villa e si prendevano le decisioni per il buon vivere della popolazione. Alla chiesetta, in un secondo tempo, fu aggiunta un'ampia loggia, sorretta da quattro massicci pilastri in muratura e da due colonne di pietra. Il campanile, sorto su progetto dell'ing. Del Pra di Portogruaro, è stato inaugurato il 16 ottobre 1902.
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