Diocesi di Concordia - Pordenonelogo
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Parrocchia PESCINCANNA-San Michele Arcangelo

Indirizzo: Via Battini, 3 - PESCINCANNA, 33080 FIUME VENETO (PN)
Note:
La prima carta in cui c'incontriamo con il nome di Pescincanna è la bolla emanata da Velletri in data 13 dicembre 1183, già altrove da noi citata, con la quale il pontefice prendeva sotto la protezione della Sede Apostolica i possedimenti dell'abbazia di Sesto, tra i quali quelli esistenti in Pisecana, Fiume, Sile. Quattro anni più tardi, nella bolla di Urbano III, Pescincanna non comparirà tra le pievi soggette al vescovo di Concordia: evidentemente ancora non si era costituita in parrocchia (nella lapide della chiesa di Torre figura come derivata dalla pieve dei santi Ilario e Taziano). Ritroviamo il nome di Pescincanna nel 1209, quando venne concesso al preposito del capitolo concordiese il diritto di tenere in questo paese il piacito, ciò che comportava per il canonico la riscossione di una certa somma. Nel 1297 la pieve era già stata istituita, perchè il 14 aprile di quell'anno «discretus vir» pre' Odorico «plebanus Pisecane» si faceva garante per la esecuzione del battistero affidata a mastro Pietro nella primitiva chiesa di S. Marco di Pordenone. Pieve a pieno titolo, perchè matrice di Fiume, Taiedo, Praturlone e, secondo il Degani, di Bannia, che da essa si staccò nel 1447 (Taiedo verso il 1519, Fiume verso il 1720, e Praturlone il 7 febbraio 1757). Prima del 1317 ne godeva la prebenda il pievano Odorico di Valvasone che era pure canonico di S. Pietro di Carnia (Zuglio). Nel 1344 il pievano di Pescincanna era tenuto a versare soldi 40 per decime papali. Il 13 febbraio 1449 pre' Jacopo da Pescincanna era presente alla investitura dei parroco di Marsure: piccole spigolature, in mancanza di grossi avvenimenti. Civilmente Pescincanna dipendeva per metà dai signori di Ragogna, castellani di Torre, e per metà dal castello vescovile di Cusano: così afferma Girolamo di Porcia in una descrizione richiestagli dal nunzio pontificio a Venezia Antonio Facchinetti, poi papa con il nome di Innocenzo IX (1591). Della vecchia chiesa, rimasta a protettrice di poveri morti, nulla sappiamo, se non che nel 1542 il pordenonese Giovanni Maria Zaffoni, detto il Calderari, dipinse una pala d'altare rappresentante la nascita di Gesù adorato dalla Vergine e dai santi Gregorio, Francesco, Bernardino e dall'arcangelo S. Michele, titolare della parrocchia. Il Furlan attribuisce il dipinto al Pordenone; ora fa parte di una collezione privata a Pordenone. Ricordiamo che nel 1724 il vescovo Jacopo Maria Erizzo univa al nascente seminario i benefici semplici, o chiericati, delle parrocchie di Azzano, Zoppola, Pescincanna e dell'abbazia di Fanna. Un forte impulso alla rinascita religiosa e sociale della parrocchia venne dato dal parroco don Gio. Batta Tomat, che la resse dal 1877 al 1907. Sotto il successore di questi venne costruita la nuova chiesa in stile neoromanico, a tre navate, progettata dall'architetto Domenico Rupolo e decorata dal pittore Tiburzio Donadon. Ultimata nel 1921, venne consacrata dal vescovo Luigi Paulini il 20 novembre 1922. Nella borgata di Marzinis esiste l'oratorio dedicato a S. Girolamo dottore.
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