Diocesi di Concordia - Pordenonelogo
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Parrocchia VALLENONCELLO-Santi Ruperto e Leonardo

Indirizzo: Via Chiesa, 4 - VALLENONCELLO, 33170 PORDENONE (PN)
Note:
La chiesa parrocchiale di Vallenoncello è dedicata a S. Ruperto, un santo tedesco pressochè sconosciuto fra noi, vissuto al tempo del re dei Franchi Ildeberto, evangelizzatore della Baviera e dell'Illirico, confondatore della città di Salisburgo, che aveva avuto un grande passato, ma che il nostro missionario trovò in rovina e in abbandono: qui egli stabilì la sua sede episcopale erigendovi una chiesa dedicata al principe degli Apostoli, accanto alla quale fece sorgere un monastero; con lui la città riprese vita e divenne la più importante dell'Austria. Il perchè della dedicazione a S. Ruperto della parrocchiale di Vallenoncello si spiega con il fatto che Enrico III, duca di Stiria e signore di Pordenone, il 4 giugno 1056 legava all'arcivescovo di Salisburgo praedium Naumzel e quell'arcivescovo ritenne di consacrare al nome del suo grande e santo predecessore la chiesa della piccola comunità che era divenuta in qualche modo sua. Nello stesso mondo tedesco visse S. Leonardo, a cui fu dedicata la comparrocchiale di S. Leonardo in Sylvis, che si erge solitaria su un breve spiazzo erboso, lievemente sopraelevato sulla restante campagna e sul bosco che le fa da sfondo. Questa chiesa di stile romanico è percorsa esternamente sottotetto da un fregio in mattoni; la facciata reca un portale neoclassico, probabilmente importato da altra chiesa, o aggiuntovi in epoca assai posteriore a quella del tempietto, la cui costruzione si fa risalire al quattrocento; quasi alla sommità del timpano si apre una monofora vuota ma incorniciata; in alto, al centro, domina un grazioso campanile a vela. La zona era, e forse è ancora, chiamata valle del romito, probabilmente perchè a un uomo che viveva in solitudine era affidata la custodia della chiesa: ciò avveniva anche per le altre chiese fuori dell'abitato, come a Madonna di Strada (Fanna), per quella dei Ss. Filippo e Giacomo ad Arzenutto di San Martino al Tagliamento e per S. Giovanni all'Eremo dii Spilimbergo. La parrocchiale di Vallenoncello, che manifesta sempre maggiormente la sua incapacità a contenere l'accresciuta comunità, fu consacrata nel 1438, ma pensiamo che non si tratti della chiesa attuale, o che sia stata nel setteottocento ampliata e modificata anche stilisticamente. II dipinto dell'altar maggiore è stato ritenuto per molto tempo «di autore ignoto», ma il Fiocco lo attribuisce senza incertezze al Pordenone: ne avrebbe avuto conferma se avesse potuto ammirare la magnifica pala dopo il diligente restauro operato da G. C. Magri; non privo di pregio è l'altro dipinto, del Calderari, raffigurante la Natività di Cristo, una delle opere migliori dello «stanco seguace» del Pordenone, nella quale si colgono particolari veramente graziosi. L'oratorio dedicato al SS. Corpo di Cristo, in Valle, fu consacrato nel 1488: in esso si conservano tre piacevoli affreschi, datati 1494, uno rappresentante i santi Liberale e Orsola, l'altro S. Gregorio Magno e il terzo un'Adorazione della Croce, ritenuti opere del Bellunello e dal Furlan attribuiti al Pordenone giovanissimo, addirittura undicenne. Per lo stesso oratorio il Pordenone il 24 febbraio 1522 fece contratto di dipingere un gonfalone con il Cristo morto ed un angelo per lato: l'opera non esiste più. Altro oratorio in parrocchia è dedicato a S. Anna. La parrocchia, smembrata da San Marco di Pordenone, fu istituita prima del 1617 e contava allora circa 250 persone; oggi ha superato le duemila unità. Vallenoncello con Villanova faceva comune a sè; fu assorbito da quello di Pordenone nel 1923 e di esso, come pure Villanova, è considerato frazione, ma ormai è stato raggiunto dalla città, che in questa località e verso Villanova ha avuto un forte incremento edilizio, anche perchè vi si sono realizzati notevoli insediamenti industriali.
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