Diocesi di Concordia - Pordenonelogo
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Parrocchia LORENZAGA-San Silvestro

Indirizzo: Via Mons. Lozer, 2 - LORENZAGA, 31045 MOTTA DI LIVENZA (TV)
Decanato : San Stino di Livenza
Tel: 0422.766360
Indirizzo E-Mail: sansilvestro_tvyahoo.it
Note:
S. Silvestro papa non è il titolo primitivo della chiesa di Lorenzaga. Nel documento di donazione fatta dai fratelli longobardi Marco ed Erfo per la fondazione dell'abbazia sestense si fa cenno ad una «corte», o villa, di Lorenzaga «cum oratorio Domini et Saivatoris». Ci ricorda il Degani che a quei tempi - siamo com'è noto nel 762 - la parola oratorio significava una chiesa succursale o minore, non battesimale. Quindi l'abitato non era ancora costituito in parrocchia. Probabilmente dipendeva dalla pieve di Grumello o Grumello, che sorgeva nel litorale, dieci chilometri sotto San Stino - pressapoco a metà strada tra San Stino e La Salute di oggi - dove ancora esiste un gruppo di case con tal nome, e scomparsa a poco a poco, insieme con le altre di Prato, Demortulo, Cumirago, Sauledo e Margarutis, per l'avanzare inesorabile della malaria. L'ultimo ricordo che abbiamo di Grumelio è del 1° maggio 1334 nell'atto di investitura, conferita dal vescovo di Concordia Uberto da Cesena a Nicolussio di Lorenzaga, di alcuni masi siti «in villa de Grumelliis iuxta aquam liventie circa castrum sancti Steni». Forse Lorenzaga si emancipò dalla morente matrice verso il 900 (Degani). Civilmente la villa era soggetta alla potentissima abbazia di Sesto, che la infeudò alla nobile famiglia che da Lorenzaga stessa prese nome; durante le lotte tra il patriarcato da una parte e i signori di Camino e di Prata dall'altra, la villa fu saccheggiata e incendiata dalle truppe di Tolberto da Camino, il quale per suo conto uccise Veccellino e Corraduccio di Lorenzaga. Cessata la guerra, per decisione dei patriarca Bertoldo e col consenso dell'abate Ermanno, i Lorenzaga ebbero licenza di costruirsi un castello, naturalmente sotto la tutela patriarcale ed abbaziale. La famiglia Lorenzaga si estinse nel sec. XV. In questa pieve possedeva molti beni il monastero di S. Zaccaria di Venezia, donati dal conte Ingelfredo, figlio di Grimaldo e Ildeburga di Lorenzaga. La chiesa di S. Silvestro fu consacrata l'ultima volta il 3 luglio 1491 dal vescovo di Caorle Pietro Carlo; essa aveva molte filiali, come risulta dalla sentenza del vescovo di Concordia in data 30 gennaio 1424, con la quale si stabiliva che il pievano dovesse celebrare la prima domenica del mese nella sua chiesa pievanale, la seconda ad Annone, la terza a Corbolone, la quarta a Barco e in queste filiali doveva dir messa anche in un giorno feriale. Un privilegio piuttosto oneroso, che tuttavia il pievano difese strenuamente e a lungo, rimanendo alla fine sconfitto. In precedenza egli, in determinate solennità, era assistito da un codazzo di sacerdoti «S. Steni, Blessaje, Annoni, S. Martini de Barco, S. Michaelis de Quartaretia», tenuti a trovarsi in pieve «hora condecenti ita ut quisque sacerdos possit in tempore celebrare et similiter processionaliter incedere cum ordine ne scandalia oriantur, sed omnia pie et religiose fiant, ut decet bonos sacerdotes»: fosse ben chiaro che il primo posto nelle processioni spettava al «vexillum diete matricis», il secondo al curato di S. Stino, il terzo a quello di Blessaglia, il quarto al curato di Annone, il quinto al curato di Barco, «sextum locum et ultimum (teneat curatus) Quartaretiae». Così un decreto del vicario generale «magnificus rev(erendissimus) et excellentissimus» di Concordia in data 1595. Poi ciascuna delle filiali, in varie epoche, andò per conto suo, come in tutte le famiglie che si rispettino. A Lorenzaga verrà conferito nel 1677, come risarcimento onorifico, il titolo di arcipretale. Della villa di Quartarezza, citata nel 1298, poco rimane oltre alla chiesa dedicata ai Ss. Michele e Lorenzo; in essa si ammirano le statue marmoree di S. Michele, S. Andrea e S. Ambrogio, opere dello scultore padovano Antonio Bonazza (1698-1763). « In questi tre lavori è compendiata la notevole capacità dell'artista: movimentato e pieno di vita l'Arcangelo, tragico il S. Andrea, calmo e raccolto il S. Ambrogio. Qualche abbondanza realistica non nuoce all'insieme... Gli stupendi effetti d'ombra si palesano anche se una inconsueta dipintura giallognola ha nascosto la levigatura originale. Furono forse i conti della Frattina del vicino castel!o a volere queste belle opere, conservate tanti anni in questa chiesa, silenziosa, che noi additiamo all'attenzione degli amatori d'arte» (Forniz). In seguito a una deviazione del Livenza, operata nel secolo scorso, una parte di Lorenzaga, che va sotto il nome di Riviera, è venuta a trovarsi sulla destra del fiume ed è stata logicamente annessa, negli scorsi decenni, alla parrocchia di Motta. Motta è capoluogo del comune cui appartiene anche la Lorenzaga che sta sulla sinistra ed è soggetta perciò, nonostante tutta la sua storia e il suo nome completo - Lorenzaga furlana - alla provincia di Treviso: ciò che è successo anche per Meduna.
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