Diocesi di Concordia - Pordenonelogo Dove siamo
Home
A+ | A-
 Caritas » Altre notizie » Mons. Livio Corazza nominato Vescovo di Forlì-Bertinoro 

Mons. Livio Corazza nominato Vescovo di Forlì-Bertinoro   versione testuale


DIOCESI DI CONCORDIA-PORDENONE
COMUNICATO STAMPA

Mons. Livio Corazza, presbitero della diocesi di Concordia-Pordenone, è il nuovo Vescovo di Forlì-Bertinoro.
 
L’annuncio ufficiale è stato dato a Pordenone nella Curia Vescovile, dove oggi per l’occasione, alle ore 12, sono stati convocati da S.E. Mons. Giuseppe Pellegrini i Vicari episcopali, i Vicari e Provicari foranei, gli officiali della Curia, i membri della Caritas diocesana, i familiari dell’eletto e rappresentanti delle foranie della Diocesi, in particolare delle Parrocchie dell’unità pastorale di Concordia. In contemporanea, l’annuncio è stato dato anche a Forlì.
Mons. Pellegrini ha dato inizio all’incontro con un momento di preghiera ed ha quindi dato lettura della comunicazione della nomina da parte del Santo Padre Francesco avvenuta in data odierna, 23 gennaio 2018.
La Chiesa di Concordia-Pordenone giusto a trent’anni di distanza dalla designazione di Mons. Pietro Giacomo Nonis a Vescovo di Vicenza vede un altro suo figlio inserito nella successione apostolica e si rallegra con la Chiesa sorella di Forlì-Bertinoro: sa di donarle dopo il Vescovo Lino Pizzi un altro valido pastore, esperto in umanità e capace di esprimere la vicinanza della comunità ecclesiale nei confronti dei poveri e dei disagiati, dei lavoratori e delle famiglie.
Mons. Livio prima di giungere come parroco nelle Parrocchie di Concordia, Sindacale e Teson, ha compiuto, infatti, una lunga esperienza pastorale nella Caritas diocesana e nella Caritas Italiana.
In quelle sedi Mons. Livio si è trovato a vivere gli anni degli inizi del fenomeno migratorio e delle nuove povertà. Accanto all’attenzione al fenomeno delle donne vittime di tratta e all’accoglienza degli stranieri, si prodigò per l’abitare sociale e diede un contributo anche per lo sviluppo legislativo circa il fenomeno delle collaboratrici familiari straniere (badanti), favorendo l’impiego in famiglia in modo regolare delle collaboratrici familiari.
L’augurio a Mons. Livio è che l’esperienza maturata in questi contesti lo accompagni nel realizzare il suo agire episcopale improntandolo fortemente alle esigenze del Vangelo, in una Chiesa dialogica e sinodale, preoccupata di convincere e persuadere più che di imporre, comminando insieme ai suoi fedeli, testimoniando misericordia, lungimiranza e certa speranza nella fedeltà del Signore.
L’odierna nomina episcopale possa creare anche nuovi legami di fraternità, rendendo in certo senso più vicina la terra che sta tra Livenza e Tagliamento alla terra romagnola, geograficamente diverse e distanti, ma da oggi accomunate dal dono del nuovo Vescovo.
 
 
 
Alcuni dati biografici

Livio Corazza è nato il 26 novembre 1953 a Pordenone, ultimo di sette fratelli (5 maschi e due sorelle, ma la prima è morta quando aveva un anno e mezzo), in una famiglia di agricoltori, anzi mezzadri.

È stato battezzato il 6 dicembre 1953 da mons. Luigi Peresutti, allora Parroco di san Marco di Pordenone, l’attuale concattedrale.

Pur abitando nell’ultima casa della parrocchia, frequentava regolarmente, come tutta la famiglia, la santa messa domenicale, in bicicletta con il papà e successivamente con la sua biciclettina piccola. Non mancava a catechismo, anzi, alla “dottrina”. I suoi cappellani sono stati don Sergio Deison (il suo primo confessore), don Veriano Unghietti, don Antonio Tessari e don Basilio Danelon. All’età di 10 anni è entrato nel Seminario di Pordenone con il desiderio di farsi prete. Dieci anni prima era entrato in Seminario il fratello Gianfranco, attuale parroco di Aviano. 

Importanti per la sua formazione sono stati i mesi estivi quando, terminati gli esami di teologia, andava a lavorare. Un anno ha fatto il cameriere in un bar di Pordenone. Per due anni ha fatto la stagione a Bibione, in una gelateria. Un anno il postino e infine il raccoglitore di sacchetti dell’immondizia, come si diceva allora. Nel ’76, la notte stessa, è partito subito per le zone terremotate insieme a quasi tutti gli studenti di teologia. È rimasto poi, per alcuni giorni di sevizio ai terremotati della val d’Arzino.

Importanti per la sua formazione sono stati gli incontri con il gruppo malati fondato da don Pierluigi Mascherin, che era stato per un certo periodo il suo padre spirituale e, successivamente Parroco di Concordia, a cui è succeduto.

Il 1 maggio del 1981 è stato ordinato diacono a Maniago dove era stato inviato in esperienza pastorale.

Mons. Abramo Freschi, il 21 giugno 1982, lo ordina presbitero nel santuario della Madonna delle Grazie di Pordenone. La sua prima messa l’ha celebrata con a fianco don Romano Zovatto, primo parroco di Cristo Re, nel sotterraneo della scuola media del Quartiere di Villanova.

Nella parrocchia di Cristo Re non c’era ancora la chiesa e la messa veniva celebrata ogni domenica nel sotterraneo della scuola messa a disposizione gentilmente dalla direzione.

Nella Parrocchia di San Giorgio a Porcia ha svolto il suo primo ministero sacerdotale, per poi rimanervi fino al settembre del 1985. Ha conosciuto gli scout (dopo pochi giorni dall’ordinazione era stato nominato Assistente regionale AGESCI della Branca Lupetti/Coccinelle), l’Azione Cattolica, il mondo della sofferenza.

Dopo Porcia è passato, nel 1985, a Fiume Veneto, quando era parroco don Piero Cesco.

Come responsabile dell’Ufficio di pastorale sociale e del lavoro, collaborò ad organizzare la visita di Giovanni Paolo II con il mondo del lavoro, presso gli stabilimenti dell’Electrolux di Porcia, il primo maggio del 1992.

Negli anni 89-92, ha frequentato l’Istituto di Pastorale dove consegue il Baccalaureato e il Biennio all’Istituto di Liturgia Pastorale di Santa Giustina di Padova.

Durante la sua permanenza a Fiume Veneto, mons. Sennen Corrà il 4 ottobre del 1992 lo nominò direttore della Caritas diocesana. Sono gli anni degli inizi del fenomeno migratorio, delle nuove povertà. Fondò una comunità per donne vittime di tratta nel 1998, insieme con suor Anna e successivamente con suor Marisa e Aida Moro. Di fronte alla difficoltà di reperire alloggi per gli stranieri, anche regolari, non perché non ci fossero sufficienti immobili a disposizione ma per uno stigma culturale e sociale, si prodigò per l’abitare sociale fondando l’associazione Nuovi Vicini, insieme con Stefano Franzin e Mario Banelli. Accolse, con suor Anna, e indirizzò anche dal punto di vista legislativo, il nuovo e crescente fenomeno delle collaboratrici familiari straniere (badanti). Al riguardo contribuì anche ad una nuova legislazione per l’impiego in famiglia in modo regolare delle collaboratrici familiari. Dal 1992 è iscritto all’albo dei giornalisti pubblicisti e dirige dal 2000 la rivista La Concordia, periodico della Caritas diocesana di Concordia-Pordenone. Nel 1999 mons. Sennen lo nomina Segretario generale di Curia.

Nel 2001, il vescovo Ovidio Poletto, succeduto a mons. Sennen nel dicembre del 2000, lo incarica di dirigere la Caritas diocesana, l’Ufficio di Pastorale sociale e del lavoro e Migrantes.

Nel 2007 viene chiamato a Roma da Caritas Italiana, dove avvia il Servizio Europa, con l’incarico di favorire la dimensione europea delle Caritas diocesane. Nel 2010 coordina per l’Italia le iniziative dell’anno europeo della lotta alla povertà e all’esclusione sociale, che vede il coinvolgimento della chiesa ai massimi livelli. Il 14 febbraio Papa Benedetto XVI visita la mensa Caritas di Roma e contemporaneamente tutti i vescovi d’Europa, in segno di attenzione condivisa, visitano a loro volta le loro sedi Caritas.

Il 3 agosto 2011, il vescovo Pellegrini lo ha nominato parroco di Concordia, di Teson e di Sindacale. A Concordia, in particolare, ha promosso e avviato l’unità pastorale concordiese.

Il 23 gennaio 2018, il vescovo Pellegrini ha annunciato la nomina di don Livio Corazza a vescovo di Forlì-Bertinoro.

 

 
stampa paginasegnala pagina