Diocesi di Concordia - Pordenonelogo
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Centro Studentesco "G. Calasanzio"   versione testuale


Sede: via Seminario, 35
30026 PORTOGRUARO (VE)
Tel 0421.280626  
 
Direttore: don Federico Zanetti
 
Il Centro Studentesco “G. Calasanzio” è un ambiente a servizio degli studenti, in modo particolare degli studenti universitari della sede di Portogruaro.
Raccoglie e continua una tradizione significativa, che ha visto presso lo stesso Istituto “G. Calasanzio” molteplici attività di accoglienza e di solidarietà a bambini, ragazzi e giovani (vedi La storia)
Esprime l’attenzione e l’impegno della Diocesi di Concordia-Pordenone nei confronti del mondo universitario e scolastico.
Collabora con le realtà del territorio e con le strutture diocesane impegnate nel dialogo e nel lavoro con i giovani.
Si avvale della collaborazione dell’Associazione “G. Calasanzio”.
Instaura un naturale e speciale rapporto in ordine a progetti e realizzazioni, con la Fondazione Collegio Marconi, protagonista fin dall’inizio dell’impresa universitaria portogruarese.
La storia
Possiamo far iniziare la storia che ha portato all'attuale struttura nell'anno 1842, in appoggio al Seminario diocesano in Portogruaro (attuale Collegio Marconi):
"Per soddisfare alle tante richieste, e per dar modo anche ai più poveri di frequentare le scuole con una retta molto modesta, venne acquistato un locale; era più che altro un caseggiato piuttosto cadente, lungo la via del Seminario, proprio di faccia all'edificio del Vallaresso (l'attuale Collegio Marconi). Questo venne adibito a "succursale" e vi venivano ospitati i seminaristi poveri, che la gente chiamava "polentini". A direttore di quell'istituto "succursale" venne chiamato Giuseppe Scarpa di Portogruaro, che praticamente lo diresse fino alla soppressione, che avvenne nel 1849".
(A. SCOTTÀ, Tre secoli di vita scolastica a Portogruaro, Udine, 1975, p. 63)
Di ciò che fu dell'edificio negli anni immediatamente successivi al 1849 non sappiamo. Le successive notizie sono dell'ottobre 1925 quando, in seguito all'arrivo delle suore della Provvidenza di Gorizia, il Centro riapre la sua attività come Asilo Infantile e Scuola di Lavoro. Il 1° maggio del 1926 viene firmato un Concordato che porta la firma di suor Agnese Delugan, Superiore Generale e dell'Arciprete don Giovanni Batta Titolo, presidente di quello che diventò l'Asilo Infantile S. Giuseppe Calasanzio.
"La media annua degli iscritti si aggira sui 250. Quanto sia stato benefico l'Asilo, lo sanno dire le mamme povere che, costrette a lasciare la casa per guadagnare un pezzo di pane, hanno trovato al "Calasanzio" le Madri che, con dedizione ed affetto, hanno preso il loro posto, provvedendo, a mezzogiorno, la refezione calda e dedicando una assistenza amorosa per ben otto ore al giorno, congiunta ad una saggia educazione. L'Asilo svolge la sua provvida attività nel sacrificio nascosto, nel lavoro costante e silenzioso: pochi s'accorgono della sua esistenza; ma quando, nei bei giorni primaverili, i bimbi escono in lunga fila, bianco vestiti, col loro collarino celeste o rosa, e ben avviati e sorridenti attraversano, sotto la guida delle Madri, le vie della città, allora i passanti si fermano volentieri ad ammirarli e plaudono, dal profondo del cuore, alla nobile iniziativa".
(CECONI sac. MARIO, Le opere del cuore, Portogruaro, 1949, pp. 9-10)
Contemporaneamente all'Asilo, viene avviata presso l'edificio Calasanzio anche una Scuola di Lavoro dove le giovani imparano il ricamo ed il cucito: per andare incontro alle esigenze di chi già lavora durante il giorno (es. impiegate o commesse) vengono organizzati dei corsi serali.
Il 1940 vede, presso l'edificio Calasanzio, l'istituzione della Casa della Provvidenza:
"Ebbe origine dalla vista e dalla misera condizione di fanciullette (soprattutto orfanelle) che passavano (…) da una porta all'altra, elemosinando e consumando poi, in dolciumi e magari in sigarette o altro che potesse accontentare i primi capricci, quanto avevano raccattato. Bisognava toglierle dalla strada e dare loro orientamento e indirizzo educativo e formativo".
(CECONI sac. MARIO, Le opere del cuore, Portogruaro, 1949, p.17)
Le giovani, per essere ammesse, devono aver compiuto almeno 6 anni e non averne più di 12. Restano alla Casa sino ai 18 compiuti, dopodiché vengono rimandate in famiglia oppure collocate presso persone "di piena fiducia". Nel 1949 le giovani ospitate presso la Casa della Provvidenza sono 32. Le piccole vanno a scuola alle Elementari mentre le altre si addestrano nel cucito e nel ricamo. A turno, prestano servizio in cucina, nell'orto e negli altri lavori domestici. Una delle attività più interessanti è la produzione di piccoli manufatti artigianali: tappeti, impagliatura di sedie e di fiaschi con cartocci di granoturco. Nel 1943, le giovani conseguono addirittura un diploma all'Esposizione di lavori rurali a Firenze. Queste attività permettono alle giovani di procurarsi qualche guadagno utile per acquistare qualche vestito. Al vitto e alle altre spese generali provvedono per lo più le cosiddette Patronesse, nobili signore di Portogruaro le quali sorreggono l'opera con valido appoggio. Presidente delle patronesse era la Signorina Gianna Bonazza che, con l'offerta di mezzo milione di lire, consentì la costruzione dell'attuale Salone Calasanzio (dove facevano ricreazione i bambini) e, al piano superiore, del dormitorio, del refettorio e del laboratorio delle orfanelle (gli attuali locali di Infermieristica).
A partire dal 14 luglio 1945, per volere del Vescovo, l'edificio Calasanzio apre anche una Mensa del Povero: essa viene allestita dalle suore in un locale dell'asilo, con ingresso però indipendente, a fianco della Chiesetta dell'Annunziata. Ogni giorno la Mensa offre un piatto di minestra e una "pagnotta" a 250 persone: si hanno però mesi di punta con 500 e più razioni al giorno.
Intorno agli anni cinquanta chiudono la loro attività sia la Mensa del Povero che la Scuola di Lavoro: rimane attiva invece la Casa della provvidenza che viene chiusa solo nel 1975.
Nel 1978 le suore abbandonano l'edificio che diviene scuola materna e continua a svolgere questa funzione fino al 1995 (?). È rimasto chiuso fino al 1998 quando, in occasione dell'apertura del Corso di Laurea in Scienze dell'Educazione a Portogruaro, il Centro si è trasformato in Centro Studentesco: i suoi locali hanno quindi iniziato ad ospitare lezioni universitarie e a trasformarsi in aule studio o in aule di ritrovo per gli studenti.
A partire da settembre 2001 la diocesi di Concordia-Pordenone ha deciso di rinnovare il Centro Studentesco "G. Calasanzio" impegnandolo in una più intensa attività di pastorale giovanile e universitaria. Le attività e i servizi agli studenti che attualmente il Centro Studentesco offre hanno come obiettivo quello di offrire ai giovani (e agli studenti in genere) la possibilità di vivere la propria avventura universitaria all'interno di un più vasto percorso fatto non solo di esperienze aggregative, ma anche di incontri e di relazioni che li aiutino ad esprimere e compiere le proprie scelte, anche professionali.  
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