Diocesi di Concordia - Pordenonelogo
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Giuseppe Pellegrini
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Lettera Pastorale 2020-2021   versione testuale

   

             Coraggio! È una parola che nei Vangeli esce sempre dalla bocca di Gesù. Una sola volta è pronunciata da altri per dire ad un povero cieco: “Coraggio. Alzati, Gesù ti chiama” (Marco 10,49). È Lui, il Risorto che rialza i bisognosi. Se sei debole e fragile nel cammino, se cadi, non aver paura e non temere. Dio ti prende per mano e ti invita a seguirlo. Anche se il coraggio non te lo puoi dare, come diceva don Abbondio, lo puoi ricevere come dono dal Signore. Basta aprire il proprio cuore alla fiducia e nella preghiera; basta una piccola fessura per lasciarlo entrare in noi come luce. Basta poco. Basta invitarlo. Come ci ha ricordato papa Francesco nell’omelia della veglia Pasquale: “Vieni, Gesù, nelle mie paure e dì anche a me: Coraggio!”.

             Invito tutti, preti e diaconi, consacrati e consacrate e fedeli laici, a non aver paura di essere profeti che cambiano la storia, con le parole di papa Francesco, pronunciate nella solennità dei santi Pietro e Paolo. “Oggi abbiamo bisogno di profezia, ma di profezia vera: non di parolai che promettono l’impossibile, ma di testimonianze che il Vangelo è possibile. Non servono manifestazioni miracolose. A me fa dolore quando sento proclamare: “Vogliamo una Chiesa profetica”. Bene. Cosa fai, perché la Chiesa sia profetica? Servono vite che manifestano il miracolo dell’amore di Dio. Non potenza, ma coerenza. Non parole, ma preghiera. Non proclami, ma servizio. ... Non teoria, ma testimonianza. Non abbiamo bisogno di essere ricchi, ma di amare i poveri; non di guadagnare per noi, ma di spenderci per gli altri; … abbiamo bisogno della gioia per il mondo che verrà; non di quei progetti pastorali che sembrano avere in sé la propria efficienza, come se fossero dei sacramenti, progetti pastorali efficienti, no, ma abbiamo bisogno di pastori che offrono la vita: di innamorati di Dio. Così Pietro e Paolo hanno annunciato Gesù, da innamorati. Pietro, prima di essere messo in croce, non pensa a sé ma al suo Signore e, ritenendosi indegno di morire come Lui, chiede di essere crocifisso a testa in giù. Paolo, prima di venire decapitato, pensa solo a donare la vita e scrive che vuole essere «versato in offerta» (2 Tm 4,6). Questa è profezia. Non parole. Questa è profezia, la profezia che cambia la storia”.

Buon cammino pastorale


Pordenone, 15 agosto 2020

Solennità dell’Assunzione al cielo della Beata Vergine Maria

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